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venerdì 13 gennaio 2017

Opinioni

Facebook è diventato, all'incirca, l'insieme di opinioni politiche, sociali, artistiche, sportive delle quali a nessuno frega un cazzo di sentire. La mia è solo un'opinione, ci mancherebbe.

venerdì 30 dicembre 2016

Mode or Mood

Non è questione di moda ma di mood. 
State pur certi, amici musicisti, che se decideste di cambiare genere ci sarà sempre qualche troglodita che vi darà della vittima di mode o del mainstream travestito da indipendent. 

La cosa che non considera il suddetto troglodita è il fatto che lui sia pateticamente restato fermo agli usi, costumi e consumi di ciò che andava di moda nel suo periodo più felice e che, forse, la vera vittima è lui. 

E allora vediamo l'HardCore Warriors al Florida dove miei coetanei, in tuta adidas e bufalo, ballano come ossessi o, peggio, le serate nostalgiche 90s a base di "LaCommerciale" che detestavo già a quei tempi. Vediamo concerti di gruppi di 40-50enni che per guadagnarsi la pagnotta suonano i pezzi "alternative" di quando avevano 20 anni. 
- Ma come ci riuscite? Io faccio veramente fatica, è come prendere per il culo il pubblico che hai di fronte se non senti ciò che suoni - E' veramente triste, come lo definisce la splendida Thorne, questo distacco dalla curiosità, questa assenza di fame, questa ricerca della familiarità estremamente conservatrice che invade qualsiasi spazio dalla politica all'intrattenimento. Fate lo stesso gioco dei talent che tutti nell'ambiente critichiamo... togliete la voce a ciò che di buono nasce o potrebbe nascere. 

Ovviamente mai rinnegherò i gruppi che mi hanno formato ed i gruppi nei quali ho suonato perchè mi rendono la persona che sono oggi: costruita e con un certo tipo di gusto e sensibilità. 
 E, certo, continuo ad ascoltarli ed un raduno all'anno coi vecchi compagni di suonate fa sempre piacere ma vi prego evitate frasi come "la musica che ascoltavamo noi...", "una volta era meglio..." ecc... risultate un pizzico ridicoli. 

"L'avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge" e la fuori c'è un mondo meraviglioso e ci sarà sempre finchè esisteranno i ventenni. 
E Bowie, trogloditi, a differenza vostra, non era un modaiolo. Aveva semplicemente vent'anni, appena compiuti.

giovedì 29 dicembre 2016

Vecio

Le madri che accompagnano i figli a scuola, tutte comunque più giovani di me, non mi sembrano così vecchie. 

Ho un paio di capelli bianchi (solo un paio ne). 

La mattina, quando mi riavvio, la schiena pare come intorpidita. 

Le mie mani sono sempre fredde. 

Bevo mediamente una birra in meno a settimana. 

Ieri, nonostante indossasi snickers e t-shirt, una cliente 18enne mi ha salutato con un "arrivederla". 

Per leggere strizzo gli occhi. 

Mi annoiano i film di azione. 

Indosso più spesso la maglia della salute. 

Devo farmi la barba sovente. 

A questo punto dovrei comprarmi una cabrio o una moto... se non l'avessi già fatto.

martedì 20 dicembre 2016

Caccia al regalo

In questi giorni di frenetica caccia al regalo parecchie persone hanno decongelato la patente per recarsi nella remota Brescia. La loro espressione, alla guida, ha un che di mistico quando a 20 km/h vengono aizzati dalle mogli impermanentate sull'ipotetica svolta che dovevano prendere. Forse i veri "ritornanti" delle serie sugli zombie sono loro.

lunedì 19 dicembre 2016

Di Battista

Ogni volta che cerco di guardare un video con, come protagonista, Alessandro di Battista devo desistere. Non mi pronuncio sui concetti che esprime, spesso condivisibili, ma sulla sua estetica grottesca da teatrante impostato. E offritegliela una parte in "un posto al sole", fatelo contento.

giovedì 8 dicembre 2016

Paradosso Bresciano

Ci sono persone, a Brescia tantissime, che convertono il tempo che avrebbero a disposizione per coltivare le proprie passioni con denaro che spesso spendono per alimentare quelle stesse passioni che poi non possono coltivare per mancanza di tempo. 

Accumulano oggetti per compensare la vita che si stanno perdendo. 

E' molto interessante perché, il bresciano in primis, te la butta lì come se non fosse una scelta ma una condizione; come se il mondo intero dipendesse dal lavoro che svolge. 
Probabilmente ti viene inculcato sin da piccolo il senso del dovere e dell'automobile che non ti puoi permettere (che poi, parliamoci chiaro, la maggior parte di questi va al lavoro per stare su facebook non sono certo in lizza per il nobel). 
Resto sempre stupito da questa cosa perché è come se davvero, queste persone, pensassero di non dover morire mai o di poter essere giovani per sempre. Nemmeno accumulano ricchezze per i posteri perché spendono tutto malamente e vivono costantemente con il "mi piacerebbe" sulle labbra:

"mi piacerebbe imparare l'inglese ma non ho tempo" 
"mi piacerebbe andare in palestra ma non ho tempo" 
"mi piacerebbe leggere ma non ho tempo" 
"mi piacerebbe imparare a suonare ma non ho tempo" 

Stop wishing, start doing. Imbecille.

mercoledì 30 novembre 2016

Ride, eat, sleep, repeat

Non è che la bicicletta insegni dei valori, anzi, questo è il miglior ambiente dove i giovani possono imparare a bestemmiare, ad essere scaltri, cattivi, disillusi ed un po' meno altruisti; addirittura, purtroppo, in alcuni casi di fronte al famoso bivio dove a 19 anni in tanti ci siamo trovati scelgono la deviazione sbagliata. 
La bicicletta però insegna che un gesto ripetitivo, noioso, continuo può diventare sublime. Essere premiati per la costanza, per l'impegno e per il sacrificio, questo è il più grande insegnamento che uno sport, un lavoro o un genitore possa dare.

martedì 22 novembre 2016

Medici credenti

Sarà certamente un mio problema ma tendo a non fidarmi dei cuochi magri, dei personal smilzi, dei dietologi grassi, dei promotori in utilitaria, dei preti in mercedes, dei ciclisti con le braccia muscolose, dei pizzaioli non meridionali ma soprattutto, caro Gandalf, dei medici che infoiati parlano di Dio. Con mutato rispetto.

giovedì 17 novembre 2016

Family day

Tutta questa attenzione alle manifestazioni sessofobe ha distratto l'attenzione dei media dalla mia protesta volta al togliere l'affidamento dei figli a quelle coppie eterosessuali obese, per esempio, che portano i figli nei fastfood, oppure quelle che insegnano loro la violenza, l'accidia, l'ignoranza e l'intolleranza.

domenica 6 novembre 2016

Noi vogliamo correre

Ogni qualvolta che un ciclofallito viene beccato per doping ecco che un Pulitzer del Web (tendenzialmente un ex ciclista represso) spara articoli sul fatto che bisognerebbe rendere le GF non competitive, oppure cronometrate (udite udite solo in salita), oppure, addirittura, eliminare le gare in circuito. 

Per sostenere l'assurda tesi ovviamente lanciano fango e sospetti anche su chi, con impegno e fatica, riesce a piazzarsi qualche volta nei primi. Il motto "i ciclisti sono tutti dopati" riecheggia in tutto il web (tranne Pantani ovviamente... siccome siamo cattolici tra qualche anno risulterà essere stato l'unico non dopato degli anni 90). 

Ecco che una parte dei cicloamatori plaudono alla tesi sentendosi sollevati ed affrancati e condividendo l'articolo cacciaclick di turno. Questi "giornalisti" trascurano il piccolissimo, microscopico dettaglio che 

NOI VOGLIAMO CORRERE. 

Cari Enzo Biagi virtuali pensate che ci obblighino a gareggiare? O forse pensate che noi ignoriamo l'esistenza delle motobici e degli X-Men col veleno nel sangue? Noi lo accettiamo di non correre ad armi pari perchè la gara ci diverte, ci gratifica e ci fa porre degli obbiettivi con noi stessi indipendentemente dal risultato finale. 

Sento frasi tipo: "Gareggi per il sacchetto del discount". No, non è per questo e se lo pensi significa che non hai capito nulla del ciclismo, tornatene a fare spinning, imbecille. La competizione è insita in questo sport anche se stai facendo un giretto sulla ciclabile con la bici da passeggio. 

"Gara non-competitiva" poi è un ossimoro. Non ci serve pagare per fare un giro sulle Dolomiti. Lo possiamo fare quando vogliamo. Paghiamo per avere assistenza, sicurezza, cronometraggi e (magari) più controlli antidoping-antimotorini. Occupatevi di queste tematiche e del fatto che il racket degli organizzatori di GF ormai è fuori controllo che di dopati è pieno qualsiasi ambiente; contenti loro di imbrogliare... sappiano che noi li riconosciamo ad occhio nudo e ci fanno una gran pena. Non abbiate vergogna amici di urlarlo: 

NOI VOGLIAMO CORRERE!!!

martedì 1 novembre 2016

I nuovi autunni

Così, a occhio e croce, sta roba del surriscaldamento globale la ma somea na figada.

venerdì 28 ottobre 2016

Banca Etica

Su raitre il rappresentante di Banca Etica ci spiega perché loro sono meglio degli altri. In effetti le argomentazioni sono nobili, interessanti e valide. Purtroppo indossa una camicia porpora, una grossa cravatta a pois blue elettrico ed una giacca di velluto liscio nera (fortunatamente non abbiamo inquadrature del "sotto"), il capello riccio, il sovrappeso e la barba mal curata concludono il ritratto. Realizzo purtroppo che continuerò inconsciamente a farmi fottere da bidoni in gessato e white collar.

mercoledì 26 ottobre 2016

Mile End

-L'APPARTAMENTO ITALIANO-
A novel by Andrea Rigoni


Capitolo 1. "Mile End"


La curiosità che aveva accompagnato quel singolare ritrovamento cresceva nei mesi.

Pareva quasi le condizioni dell’anziano, trovato moribondo qualche mese prima sulla strada pertinente “La Struttura”, migliorassero in parallelo al cambio di rotta che Andrea s’era imposto. Da tempo ormai, infatti, non si concedeva le serate dissolute alle quali, dopo la separazione, s’era rapidamente abituato.
E l’Andrea agli amici domandosi di “perchè”, giustificava il novello distacco dalle droghe con i più disparati motivi, seguendo l’ispirazione del momento.

Smettere di colpo, con le spade, non è per nulla semplice ma, la saggezza della moderazione, che sempre accompagnò la sua sociocompatibile tossicodipendenza, permise al sensibile trentacinquenne di rinunziare a quel piacere paragonabile a null’altro.
Molte estati prima, per amore, vi riuscì ingrassando come mai, appagato dai piaceri d’una nuova vita serena, dove unici vizi divennero le bottiglie di Bordeaux, quelle di Sautern, qualche cubano e giusto un paio di strisce all’anno; molti inverni dopo, per amore, tornò ad esser lo spettro rock che, in fondo, era sempre stato.
Sarebbe menzogna il negare lo stimolo che quell’anziano, distrutto dalle droghe, prossimo alla morte diede ad Andrea. Di fatto, egli, non voleva fare la stessa fine.

Grazie alla sua professione all’interno de “La Struttura”, Andrea, poteva di volta in volta compensare le carenze che l’astinenza fa pesare ad un fisico assuefatto. Nell’inseparabile “Keepall” vintage le vitamine, le benzodiazepine, gli ansiolitici, le aspirine, il paracetamolo, qualche acido, qualche amfe e qualche canna presero rapidamente il posto degli ormai ammuffiti completi Sergio Tacchini che, da sposato, utilizzava nei duelli su terra battuta, inconfondibile presagio che un’altra dolce domenica borghese era iniziata.

Già carico della borsa-sopravvivenza, uscendo, Andrea si specchiò compiaciuto; i morbidi pantaloni fresco di lana Paul Smith color antracite cadevano perfetti, sui mocassini testa di moro Bottega Veneta, il solo maglione beige in lana moher Commes, più largo d’un paio di taglie, a coprire le sporgenze ossee, gli inseparabili occhiali YSL ed una nuova abbronzatura donata dall’et3 unico emblema di un’italianità che mai, nemmeno in patria, gli fu riconosciuta. Non era più un cadavere, ne stava uscendo, trovando motivazioni laddove, ormai, la noia e l’apatia sembravano governare indisturbate.

-L’energia è palpabile nella Londra primaverile- riflettè l’Andrea, per l’occasione passeggiatore senza fretta a Southbank, solito caffè Star Bucks troppo caldo in una mano e, come perfetto complemento, una preziosa Marlboro morbida, nell’altra. Continuò con i suoi pensieri riempitivi collegando le casualità della sua vita e domandandosi dove sarebbe stato in quel preciso istante se, anche solo un elemento della catena, fosse stato diverso: fu l’amico Nicola ad insistere, da ragazzini, per fondare una band; fu il successo a portarli a Londra; fu Londra a portarli a Camden e gli abitanti (nuovi amici dei due), di quel luogo senza padroni, all’eroina; fu una partita mal tagliata ad uccidere Nicola e a spedire Andrea ne “La Struttura”; fu l’infermiera Kate a prendersi cura di lui per 2 mesi e per i successivi 10 anni, che vissero come in una sorta di bolla magica e protetta.

Le richieste d’autografi erano, ormai, solo un vago ricordo. Luke, Daniel e Febal continuavano la loro carriera col nome della glam band fondata nella cantina d’una provincia Bresciana da Nicola ed Andrea 15 anni prima. Le centinaia di sterline in diritti d’autore, che ogni giorno venivano bonificate, rendevano accettabili i ricordi che ogni manifesto del gruppo ed ogni loro canzone per radio riuscivano inevitabilmente a rievocare. I tentativi di suicidio, dopo la perdita dell’amico, erano frequenti ma la presenza costante di Kate permise ad Andrea di superare il momento.

Riprendere il lavoro che aveva abbandonato in Italia per seguire i suoi sogni di gloria sembrava cosa impossibile ma, sempre grazie all’aiuto di Kate, vi riuscì senza particolari impedimenti. Diede un taglio netto con le sue frequentazioni di Richmond, Brick Lane, Soho e Camden a favore di un nuovo appartamento-reggia con vista sul Tamigi e sulla Tate Modern, comprato senza bisogno di mutuo, dando fondo a tutti i risparmi di una vita, a due passi dalla fermata Bank. Kate vi si trasferì da Clapham nel giro di un paio di mesi. Ben presto i nuovi amici dei due furono managers, architetti, brokers e medici, fauna indigena di quei quartieri, i quali, apprezzavano infinitamente il gusto nostalgico dei complementi di modernariato 60s di un’Italia ancora orgogliosa e creativa con cui, Andrea, aveva arredato lo splendido quadrilocale.

Gli amici lo riaccolsero, dopo la separazione, a braccia aperte. Non fu tanto difficile, come invece poteva attendersi, passare dal letto di CapDesign con coperte in cachemire, nel quale ora probabilmente Kate si divertiva con qualcun altro, alla brandina militare fornita dall’amico Paul con secchio per vomito come unico optional.

Ogni mattina al risveglio, Andrea, ricordava il periodo passato nel salubre lusso come fosse stato un sogno o una vita precedente... com’era possibile cambiare così radicalmente senza segni permanenti?

Vedere Kate ne “La Struttura”, anche solo di spalle, lo distruggeva... il cuore impazziva e doveva subito sedare quei brividi freddi con delle pastiglie appropriate. Kate, da par suo, era molto preoccupata delle condizioni con le quali Andrea si presentava ma, n’era convinta, un taglio netto, sarebbe stato un bene per entrambi.

Il vecchio, ritrovato morente all’angolo tra Stamford Street e Waterloo Road, privo di documenti e memoria, sembrava aver nuovamente sconvolto il fragile equilibrio del suo ex. Stavolta però, le lunghe conversazioni con l’anziano, che Andrea s’ostinava a prolungare ben oltre l’orario di lavoro, sembravano avere un effetto inaspettato sul giovane uomo.

Jules, così decise di chiamarlo Andrea visto che l’accento del vecchio pareva collocare le sue origini nelle franche terre, s’interessava a tutto ciò che Andrea aveva sino allora vissuto e commentava con acuto entusiasmo ogni singolo elemento portato nella discussione. Per le prime volte in vita sua, Andrea, di buon grado accettava le costanti sconfitte a scacchi. Jules era imbattibile. Incredibile il considerar che non ricordava il proprio nome ma che, invece, rammentava perfettamente ogni singolo stratagemma, anche i più sporchi, per poter vincere quella rappresentazione di vita e di guerra che sono gli scacchi.

Gli impeccabili abiti di sartoria che indossava il giorno del ritrovamento, abbinati al raffinato portamento, alla sicurezza, alla spavalderia e, talvolta, all’arroganza facevano supporre nobili origini. Nella 12 ore che l’accompagnava, oltre all’elegante astuccio di struzzo contenente il kit del perfetto eroinomane, ad uno zippo d’oro, ad una copia del Financial Times ed a 3 stilografiche Mont Blanc, non v’era traccia alcuna di documenti. Nella tasca chiusa da una robusta cerniera, invece, vennero trovati dall’integerrimo poliziotto 72.000 sterline in contanti di grosso taglio. Una tale cifra poteva giustificare una provvidenziale perdita di memoria pertanto, la polizia, faceva visita a Jules piuttosto spesso anche se poi, archiviarono il caso e restituirono i soldi all’elegante uomo.

giovedì 20 ottobre 2016

Leggings

Ieri mi è tornato alla mente che da bambino, orgoglio di nonna, la domenica, servivo ben tre messe: quella delle 7, quella delle 9 e quella delle 18 e raggiunsi ben presto lo status di capo chierichetto. Questo avveniva prima di entrare nel popolo dei ciclisti (bestemmiatori seriali domenicali). Temo che la cosa che più mi attirasse in quella pratica fosse indossare una gonna su di un palco. Solo a distanza di molti anni capii che potevo farlo anche con la scusa di una chitarra. Comunque anche i leggings sulla strada hanno il loro perché.

mercoledì 12 ottobre 2016

Motivazioni

Le persone che si vergognano di seguire la moda trovano sempre una "alta" motivazione per giustificare la folle spesa o il repentino cambio di stile. E sono le più divertenti.

giovedì 6 ottobre 2016

Dare Avere

Ultimamente ho raggiunto l'assoluta convinzione che il detto "a pagà e a mörer sè sèmpèr a úra" sia stato inventato da qualcuno chel ghéra de pagà.

giovedì 22 settembre 2016

Immagina

"Immagina non ci siano nazioni... niente per cui uccidere o morire; immagina non ci siano religioni; immagina tutta la gente che viva la propria vita in pace"

diceva un grande uomo prima di morire ucciso da un colpo di pistola.

mercoledì 7 settembre 2016

Ci si saluta

Questa mia nuova, irrefrenabile passione per la moto mi porta a salutare i ciclisti quando sono in moto ed i motociclisti quando sono in bici rimediando dei sonori "vaffanculo" da entrambe le categorie di biciclisti.

giovedì 18 agosto 2016

Modà

Mi fan cagare i Muse, figuratevi i Modà.

giovedì 11 agosto 2016

Generazione di sdraiati

Quando ero piccolo i giovanotti in giubbino di jeans ed aviator scippavano le vecie lorde di pensione con una vespa a marce, ci voleva una certa abilità, considerata anche la onnipresente paina accesa. 
Ora avete quei maledetti scooter, non fumate e non ne siete più in grado?

domenica 31 luglio 2016

Ocio

Avviso ai rompy ed ai giornalisti ricercatori di scoop retroattivi su fb: ultimamente, quando percorro strade sterrate, cave, ecc l'unico mio pensiero va a quanto sarebbe facile far sparire un cadavere. Lo dico così, in simpatia.

giovedì 21 luglio 2016

Made in It

Krizia ai cinesi; Poltrona Frau agli americani; Telecom agli spagnoli; Pernigotti ai turchi; le holding francesi LVmh e Kering rispettivamente si sono pappate: la prima LoroPiana, Bvlgari, Pucci, Fendi, Valentino e AcquaDiParma; la seconda Gucci, Pomellato, Dodo, Bottega Veneta, Brioni e Sergio Rossi; rimanendo in francia la Lactalis ha acquistato Parmalat, Galbani, Invernizzi, Cademartori, Locatelli; c'è poi la Nestlé che è proprietaria di Buitoni, Sanpellegrino, Perugina, Motta, l’Antica Gelateria del Corso e la Valle degli Orti; al sudafrica la Peroni; in russia Gancia; mentre i pelati AR ai giapponesi; restano gli anglolandesi dell'Algida che hanno Santa Rosa e Flora; agli spagnoli della Cuetara è andato Carapelli, Sasso e Bertolli. 
Grazie a loro e a case straniere come, per esempio, Paul Smith o Burberry il "Made in Italy" è salvo.

sabato 16 luglio 2016

Choices

Disinformazione, ignoranza e stupidità sono molto distanti tra loro. La prima si può scegliere, la seconda si può rimediare, per la terza...

giovedì 9 giugno 2016

Pensionati

Vorrei chiedere a voi, così attenti ai programmi dei gruppi politici, se, uno di questi, ha messo nei propri obiettivi l'eliminazione fisica dei pensionati perennemente in coda senza fretta alcuna negli uffici postali.

venerdì 20 maggio 2016

Forza bruta

"...saranno almeno 30 kg" rispose Andrea, ponderando la forza consumata per spostare il voluminoso pacco, all'impiegato del post office.
"In verità sono 9,7" disse l'impiegato con sorriso di scherno.
"Ok... palestra?".

giovedì 19 maggio 2016

Schadenfreude

Non capisco se a spingermi a visitare l'home di fb sia l'abitudine o un'affezione da Schadenfreude.

venerdì 6 maggio 2016

Mr Jones

Non avevo mai visto il video di "Mr Jones" dei Counting Crows. Ora non riuscirò più ad ascoltarla.

giovedì 28 aprile 2016

La signora del West

Stanno trasmettendo "la signora del west". Nella puntata odierna una ragazzina si interroga su come dev'essere l'approccio all'altro sesso e lo fa con la stessa spontaneità e pudicizia di una protagonista di serie anni 90 ambientate in California invece di, come sarebbe più coerente, ruttare, bestemmiare e grattarsi in quel punto.

giovedì 21 aprile 2016

Revisionismo storico

Na ólta la naa ise bé, ma ise bé che me... per dat el me nömer de telefono tal scriie söi 50 mila franc.